” 54° Ciclo di rappresentazioni classiche ” Teatro Greco di Siracusa

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Rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa:

- Martedì 29 Maggio 2018 * Edipo a Colono di Sofocle
TRAMA: 
In un percorso a ritroso, si partirà dall’Edipo a Colono, l’ultima tragedia superstite di Sofocle rappresentata postuma, e ponte ideale con la lotta fratricida dei figli di Edipo per il possesso della città messa in scena nella stagione 2017. Una tragedia che, scritta negli ultimi anni di vita dell’ormai novantenne tragediografo, in una Atene annientata dal precipitare degli eventi della guerra con Sparta, apre il varco per una possibile rinascita: dalla effimera illusione oligarchica del 411 a.C. al vagheggiato e simbolico ritorno, a Colono, di un buon padre-re. Ritorno collocato da Sofocle non a caso nella terra dei propri padri, il demo attico di Colono. In quel demo, peraltro, lo stesso Sofocle si era trovato ad avallare, in un’assemblea militarizzata e intimidita, i primi passi del «golpe» del 411. Ed è così che anche l’inesorabile verdetto dell’Edipo re (dentro il migliore dei sovrani può nascondersi il più vergognoso dei criminali), tragicamente appesantito dalla maledizione che porta allo scontro ed alla morte dei suoi figli maschi con l’annientamento della stirpe, trova il suo riscatto in un finale ‘aperto’, che di quel verdetto rappresenta una ritrattazione revisionistica (dentro il più orribile dei criminali può celarsi il più salvifico dei sovrani). Edipo assurge, così, a portatore di una chance di salvezza per Atene. Viene infatti recepita dal sovrano di Atene Teseo – vero buon sovrano, per giunta giovane, della tragedia – l’istanza di asilo del vecchio Edipo: ormai cieco e inerme, espulso dalla sua città come un capro espiatorio perché contaminato dai propri inconsapevoli ma atroci crimini (l’uccisione del padre e l’unione incestuosa con la madre) e dalla punizione che egli stesso si è inferto cavandosi gli occhi dalle orbite. Edipo giunge ad Atene, aggrappato al braccio della figlia Antigone, nell’idillico bosco sacro di Colono. E il suo destino si compie.

° A dirigere Edipo a Colono sarà Yannis Kokkos, regista greco naturalizzato francese, che porta con sé una cifra espressiva in grado di evocare spazi incantati e astratti, intrecciando in una sintesi mirabile le meraviglie della natura e quelle della mente.

- Martedì 19 Giugno 2018 * Eracle di Euripide
TRAMA: 
Ma Teseo, il mitico re ateniese emblema, nel teatro attico, del «tiranno» ‘giusto’ e ‘inclusivo’, interviene, come campione di philía e di xenía, di amicizia e di ospitalità, anche nel finale dell’Eracle di Euripide, l’altra delle due tragedie previste nella programmazione siracusana del 2018. Dramma appassionante e struggente, ricco di inattesi colpi di scena e di intenso patetismo. È il dramma della follia, la follia che colpisce e trascina nella polvere l’eroe civilizzatore e benefattore dell’umanità per antonomasia qual è Eracle. Eracle è un eroe ‘positivo’ in tutta la prima parte di questa tragedia, salva in extremis la propria famiglia dalla strage macchinata da Lico, il tiranno usurpatore del trono di Tebe al quale riesce a tendere un agguato mortale. Nella seconda parte del dramma, proprio come Edipo, vede paradossalmente ribaltato il proprio destino personale e irreparabilmente ‘contaminato’ il proprio statuto eroico allorché incorre nell’irrazionale vendetta di Era, dettata da un’antica gelosia coniugale, la quale, avvalendosi della potenza obnubilatrice di Lyssa, lo induce a uccidere, in un raptus di follia, quegli stessi familiari, moglie e figli, da lui poco prima sottratti a morte sicura, dando vita a una delle rappresentazioni più lucide e spettacolari, mai offerte dal teatro antico e moderno, del delirio della mente umana. Entrambi, dunque, Edipo ed Eracle, contaminati e precipitati nella più cupa disperazione per le proprie involontarie colpe, riconosceranno nell’amicizia di Teseo – e dunque, fuor di metafora, in Atene – la luce della solidarietà e dell’accoglienza. Sul piano etico, poi, la moderna lezione che se ne ricava è che non già il suicidio (al quale era approdato ad esempio Aiace, incapace di sostenere il peso della propria vergogna), bensì la virile sopportazione del dolore causato dalle proprie colpe, contraddistingue la condotta di un eroe (e ovviamente di un tiranno) incorso nella sventura, e costituisce la più degna conclusione della sua esistenza. Ed è così che l’antico eroe sovrumano muore per rinascere come uomo: questa volta egli riceve, anziché dare, l’aiuto del prossimo, e sopporta le sofferenze dei comuni mortali.

° A dirigerla sarà Emma Dante, regista che caratterizza con un linguaggio inconfondibile, personalissimo coraggioso ed intenso la scena europea del teatro contemporaneo.
- Mercoledì 04 Luglio 2018 * I cavalieri di Aristofane
 TRAMA:
Il gigantismo del tiranno o dell’eroe trova il suo grottesco rovescio nel demagogo della commedia, che di quella ‘tragica’ grandezza rappresenta, in maniera provocatoria e ‘demagogica’, lo svilimento e la degradazione. E il demagogo per antonomasia della commedia ateniese è Cleone. Capo del partito democratico, subentrato a Pericle nella leadership della Città, bersaglio privilegiato della satira politica aristofanea degli anni Venti del V secolo. Cleone è il protagonista dei Cavalieri, la fortunata commedia rappresentata nel teatro ateniese di Dioniso alle Lenee del 424 a.C. Essa garantì a un Aristofane ancora giovane il primo premio. Mai, sino a oggi, è stata prevista nella programmazione siracusana dell’INDA. Questo sarà appunto il terzo dramma in scena nella stagione 2018, nel quale protagonisti sono il vecchio e rimbambito Demo, allegoria del popolo ateniese, e un servo di casa, Paflagone, controfigura di Cleone, uomo rozzo ma astuto e potente, che con l’adulazione e i raggiri si è guadagnato i favori del padrone. A sorpresa, grazie alle trame di altri due servi (a loro volta probabili controfigure dei due strateghi ateniesi Nicia e Demostene), stanchi di essere tiranneggiati dai voleri di un Demo ormai totalmente asservito al servo-demagogo, ma grazie anche al decisivo supporto fornito dal coro di Cavalieri (nemici giurati della democrazia ateniese), con tragicomico rovesciamento Paflagone-Cleone cadrà in disgrazia. Espulso anch’egli come un capro espiatorio ai margini della città e condannato a… vendere salsicce, verrà soppiantato, da un politico a dir poco ‘improvvisato’: un Salsicciaio, terzo componente di un esilarante terzetto, soggetto non meno spregevole, e se possibile, ancor più ignorante e arrogante dell’altro! Chi è, in questa vicenda, il tiranno? Chi l’eroe? Sarà la storia, quella antica e quella attuale, a rispondere.

° I Cavalieri nel programma delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco sarà affidata a Giampiero Solari, acclamato regista ed autore di teatro di eventi e di notissimi programmi televisivi, ed eclettico maestro di molti dei più apprezzati comici nostrani


- Domenica 15 Luglio 2018 * Le Rane di Aristofane
TRAMA: 
Le Rane sono una parodia della decadenza dell’Atene dell’epoca (furono rappresentate per la prima volta nel 405 a.C.) ed una riflessione sul ruolo del teatro dopo la stagione di Euripide e Sofocle.
Dioniso, il dio del teatro, si reca nell’oltretomba per riportare alla vita Euripide. Il viaggio si conclude con l’arrivo di Euripide ed Eschilo intenti ad un litigio furioso per stabilire chi dei due sia il più grande poeta tragico. A giudicare è Dioniso che, scegliendo di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali, finisce per dare la palma della vittoria ad Eschilo.
Eschilo rappresenta quindi il salvatore di Atene dalla situazione disastrosa in cui si trova ed accetta di tornare tra i vivi lasciando il trono alla destra di Plutone a Sofocle, a patto che non lo ceda mai a Euripide.
Arisotane rappresenta quindi nelle Rane lo scontro tra due idee di teatro denunciando la rovina in cui è caduta la città a causa di demagoghi e politicanti corrotti.

 

 

Costo 59,00 € ( Soci TCI ) – 65,00 € ( Non Soci )

Formula: Accompagnatore da Catania, Bus andata e ritorno, Ticket d’ingresso alle rappresentazioni